1) Quali sono le possibili opzioni per la preservazione della fertilità?

Procedure di protezione gonadica:

  • sospensione ovarica (intervento chirurgico di riposizionamento ovarico da effettuarsi prima della radioterapia pelvica)
  • schermatura gonadica con
  • uso di farmaci (Agonisti del GnRH) che riducono l’insulto gonadotossico dei chemioterapici

Procedure basate su Procreazione Medicalmente Assistita (PMA):

  • crioconservazione embrionaria
  • crioconservazione ovocitaria (ovociti maturi e immaturi)
  • congelamento tessuto ovarico

2) Come si effettua una stimolazione ovarica per il recupero ovocitario?

Si somministrano farmaci (gonadotropine) per la crescita follicolare multipla per via sottocutanea e contestualmente sono effettuati monitoraggi ecografici e dosaggi ormonali fino al prelievo ovocitario, procedura che prevede un intervento chirurgico mini-invasivo eco-guidato.

3) Qual è il mio rischio di menopausa precoce secondaria ai trattamenti chemioterapici?

Il rischio dipende dall’età e dalla riserva follicolare prima dell’inizio delle terapie e dal tipo di farmaci e dalle dosi e tempi di somministrazione. In corso di counselling in relazione a tali parametri potrà essere stimata una prognosi personalizzata.

4) In tutti i tipi di patologia oncologica è possibile effettuare le procedure di preservazione della fertilità?

Si, tenendo conto dell’età, dell’istologia del tumore, della prognosi sarà possibile valutare l’ opzione   ottimale.

Per esempio in relazione all’ormono sensibilità del tumore o tempi stretti di inizio della chemioterapia si potrà propendere per procedure più immediate tipo congelamento del tessuto ovarico o prelievo di ovociti immaturi.

5) Come si effettua il congelamento del tessuto ovarico?

Tramite procedura laparoscopica in tempi brevi e senza modificare i tempi di inizio del trattamento antiblastico. Con procedura di Day surgery si effettuerà prelievo laparoscopico dei frammenti della corticale ovarica o dell’ovaio in toto. Frammenti della corticale verranno congelati in laboratorio e alla remissione della patologia oncologica, previo parere favorevole dell’oncologo, si procederà al trapianto del tessuto per il ripristino della fertilità.