Centro di riferimento della regionale Campania per le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Presso il Centro di Sterilità ed Infertilità di Coppia dell’Università “Federico II”, diretto dal Prof. Giuseppe De Placido, identificato fin dal 2005 come Centro di Riferimento Regionale per le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di II e III livello, da circa 8 anni sono state estese le procedure di congelamento di gameti ai pazienti oncologici con i protocolli proposti ad hoc dalla letteratura internazionale. Attraverso l’accesso facilitato ad un ambulatorio dedicato, la paziente è valutata con approccio multidisciplinare ed informata delle opzioni attualmente possibili, con attenta analisi dei rischi-benefici e tenendo conto delle esigenze e dei desideri della stessa.

Per poter fornire alle pazienti affette da neoplasia la possibilità di crioconservare tessuto ovarico presso il Centro di Sterilità ed Infertilità di Coppia della Università di Napoli “Federico II” è stato necessario iniziare una adeguata fase di validazione delle tecniche di congelamento/scongelamento, in collaborazione con il team del Prof Claus Yding Andersen dell’Ospedale Universitario di Copenhagen.

A tal proposito si specifica che il programma di collaborazione e messa a punto del protocollo di congelamento ha avuto inizio nel 2008-09, con una fase di “training” che specialisti (medici ed embriologi) hanno effettuato presso l’Ospedale Universitario di Copenhagen con la supervisione diretta dello stesso Prof. Andersen. Quest’ultimo ha inoltre effettuato diversi sopralluoghi presso il Centro della “Federico II” al fine di ottimizzare l’organizzazione del programma e verificare l’appropriatezza delle procedure. Si è dunque passati ad una fase “preclinica” (atta alla validazione finale del metodo) nell’ambito della quale sono stati utilizzati frammenti di tessuto ovarico prelevati, previo consenso informato, da pazienti sottoposte ad ovariectomie e/o cistectomie ovariche per patologie benigne. I frammenti di corticale ovarica così ottenuti sono stati crioconservati presso i laboratori del Centro, secondo il protocollo di Andersen precedentemente acquisito e, quindi, inviati all’Ospedale Universitario di Copenhagen per le necessarie prove “in vivo”. In breve, i frammenti scongelati saranno reimpiantati in topi immunodeficienti (SCID) al fine di stimare il tasso di sviluppo e crescita follicolare.

La crescita nel sottocute di tali topi rappresenta l’unica prova attendibile della validità della procedura di congelamento/scongelamento in atto presso ciascun centro. L’esito di questa procedura è risultato positivo traducendosi, di fatto, nella sopravvivenza e proliferazione del tessuto nel modello murino SCID. Tale evidenza mostra chiaramente che la procedura eseguita dal Centro della “Federico II” è stata adeguatamente ottimizzata e, quindi, risulta attuabile nella pratica clinica.