La crioconservazione del liquido seminale o degli spermatozoi prelevati a livello epididimario e testicolare rappresenta uno dei più importanti strumenti oggi a disposizione per la gestione di pazienti, intenzionati a preservare la fertilità, affetti da patologie neoplastiche, autoimmuni, urologiche, neurologiche, che si sottopongono a trattamenti medici e chirurgici potenzialmente in grado di ridurre la fertilità in maniera temporanea e/o permanente nonché in pazienti affetti da azoospermia secretoria ed escretoria. Per utilizzare gli spermatozoi crioconservati è quasi sempre necessario ricorrere ad un inseminazione in vitro con tecnica ICSI.

La tecnica ICSI è una procedura consolidata con buone probabilità di successo anche quando la qualità dell’eiaculato è molto scarsa. Nei pazienti oncologici che si sottopongono al percorso di preservazione della fertilità, i tassi di successo con ICSI oscillano tra il 20% ed il 50%.

Gestione pazienti che accedono alla crioconservazione